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26/05/2020

Il lavoro agile e gli equivoci della conciliazione virtuale

WP C.S.D.L.E. “Massimo D’Antona”.IT – 419/2020



ll contributo è stato sottoposto a peer-review anonima da un revisore selezionato dalla Direzione della collana. Ricevuto il 07/05/2020; accettato il 21/05/2020; pubblicato il 26/05/2020

Questo contributo era pressoché completo quando la pandemia da Covid-19 ha reso lo smart working – il “lavoro agile” in Italia – uno strumento di prevenzione e contenimento del contagio e insieme una modalità praticabile per garantire la continuità di una larga porzione di attività e di servizi. L’ultimo paragrafo, scritto tenendo conto della disciplina emergenziale sul lavoro agile che ha costellato i provvedimenti d’urgenza emanati fra febbraio e maggio  2020, raccoglie – in modo necessariamente provvisorio – alcuni spunti di riflessione offerti dalla esperienza, inquietante e difficile, tuttora in atto.



The essay examines the s. c. smart working with particular focus on work-life balance, which is one of the declared objectives of Act 81/2017, chapt.II, regulating the “lavoro agile” in Italy. In the first part the author compares the generic approach to work-life balance in this Act with the care oriented one that usually chacterizes the Italian legislation in this matter. In the second part the “lavoro agile” Italian rules are considered in the light of the EU Directive 2019/1158 on work-life balance for parents and carers. Some specific profiles of Italian smart working regulation are critically explored: the rights of priority in access to smart working and the risk of gender segregation, its prevalent regulation by individual agreement and the risk of weakening labour protection. In the third part the author reflects on the impact of the Covid-19 emergency rules about smart working and on the necessity of reforming the relevant legislation.

author(s): Tinti, Anna Rita
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