Il contributo analizza criticamente lo schema di decreto legislativo di recepimento della direttiva (UE) 2024/2831, concentrandosi sulla qualificazione giuridica del rapporto di lavoro mediante piattaforma. L’analisi prende avvio dalla direttiva (UE) 2024/2831 e dalla Convenzione OIL n. 193/2026, evidenziando come tali strumenti siano volti a contrastare il fenomeno del falso lavoro autonomo e ad agevolare l’assolvimento dell’onere della prova da parte di coloro che contestano l’errata qualificazione giuridica del rapporto di lavoro.
Il contributo ricostruisce quindi la giurisprudenza europea e italiana in materia di lavoro mediante piattaforma, mostrando come la progressiva comprensione del funzionamento degli algoritmi abbia condotto un orientamento giurisprudenziale sempre più ampio a riconoscere l’esistenza di rapporti di lavoro subordinato (o, in Italia, di collaborazioni etero-organizzate).
Alla luce di tale evoluzione, vengono formulate alcune considerazioni critiche sullo schema di recepimento della direttiva, sottolineando la necessità di introdurre un’effettiva agevolazione probatoria a favore di chi rivendica la natura subordinata del rapporto di lavoro e misure di sostegno per l’efficace attuazione e il rispetto della presunzione legale prevista dalla direttiva.
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